Intervista a Nadia Khiari – Willis From Tunis

©Nadia Khiari Willis From Tunis

©Nadia Khiari Willis From Tunis

Lasciamo la parola a Nadia Khiari, autrice Tunisina, creatrice del celebre personaggio “Willis from Tunis”, il gattino che racconta le vicende del suo paese attraverso gli strip!

Tre anni dopo la sua prima apparizione in pubblico, Willis è ancora un personaggio fortemente attivo nelle vicissitudini della Tunisia. Come è cambiato il tuo modo di fare satira e perchè c’è ancora così bisogno di Wilis?

“Tre anni dopo la rivoluzione continuo a disegnare come all’inizio: quando una informazione, una discussione, una sensazione, un evento si presenta, io provo il bisogno di testimoniare. Provo a cercare la stessa autenticità e spontaneità dell’inizio. In tre anni sono successe tantissime cose e i miei disegni testimoniano quello che ho visto giorno dopo giorno, i mio stato d’animo, il mio umore. Contemporaneamente, grazie a questo personaggio, ho avuto molta più visibilità mediatica, quindi più proposte di lavoro. Da settembre 2011 lavoro in un giornale a uscita mensile in Francia. Lì ho carta bianca per commentare l’attualità nei paesi arabi ma anche altrove. In questo tipo di disegno mi sento me stessa a commentare a caldo l’attualità, ma mi trovo ancora meglio facendo riflessioni a lungo termine”.

In che modo voi cartoonist, giornalisti, illustratori vi sentite in pericolo per la scelta di esprimere il vostro disappunto e la vostra preoccupazione sulla crisi governativa?

“La situazione era differente in rapporto alla dittatura di Ben Ali, dove la censura era onnipresente e bloccava i tentativi di espressione e di critica. Dopo la rivoluzione, un vento di libertà ha soffiato in Tunisia. Ci esprimevamo in tutto, in fin dei conti. Ma dopo l’arrivo degli islamisti al potere, dopo il terrorismo e gli omicidi politici, la tensione è nuovamente tornata. I tentativi di farci tacere erano nuovamente presenti. I giornalisti erano minacciati, intimiditi e sottoposti a processi. Anche gli artisti erano nella stessa situazione. Ma oggi, le ragioni di questa nuova forma di censura sono coperte come questioni di moralità. è evidente che si tratta di una strumentalizzazione politica: trovare delle voci, accusare certe persone,creare dei dibattiti sterili d’ordine morale, sono tutti mezzi per distogliere l’attenzione della gente da veri problemi della Tunisia, che sono di ordine economico (il mercato parallelo, il traffico, il riciclaggio di denaro, disoccupazione, ecc.)”.

Come è essere una donna impegnata nella difesa dei diritti civili nella Tunisia post rivoluzionaria? Come sono i rapporti con i colleghi uomini? C’è solidarietà?

“Non mi pongo la questione di essere un uomo o una donna. Io sono una cittadina che difende i suoi diritti, quelli delle donne ma anche quelli degli uomini. Finchè si tenta di sottomettere una parte della popolazione, le donne per esempio, si tenta di sottomettere tutti. Per quanto riguarda il disegno, non ho problemi particolari con altri disegnatori, anzi al contrario”.

Sei in contatto con altre cartoonist donne residenti in altri paesi?

“Sono in contatto con delle disegnatrici francesi (Besse, Louison …), egiziane (Doaa Eladl), americane (Lisa Donnely), australiane (Cathy Wilcox), venezuelane (Rayma) e alcune altre…”

Pensi che arriverà mai il momento di interrompere le avventure di Willis?

“L’inizio dell’avventura Willis è stata spontanea. Penso che anche la sua fine lo sarà. Per il momento ho ancora cose da dire con questi personaggi e se può essere utile per delle cause, allora mi va bene così”.

Cosa pensi del successo del tuo personaggio che in questi 3 anni è cresciuto esponenzialmente?

“Non mi spiego assolutamente questo successo. Mi fa davvero tanto piacere e mi offre la possibilità di raccontare di persone straordinarie, di vivere un sogno da bambina e di esercitare il mio diritto alla libertà di espressione”.

Let Nadia Khiari, Tunisian author, speak! She is the creator of the famous character “Willis from Tunis”, the kitten that tells the story of his country through the strip!

Three years after his first appearance in public, “Willis from Tunis” continues to be lively protagonist of the vicissitudes of Tunisia. How has changed the way you do satire in these 3 years? And why is there still so needs “Willis”?

“Three years after the revolution I continue to draw as in the beginning: when a news, a discussion, a feeling, an event occurs, I feel the need to witness. I try to look for the same authenticity and spontaneity of the beginning. In three years many things have happened and my drawings testify what I saw day after day, my soul and my mood. At the same time, thanks to this character, I got a lot more media attention, and new work offers. Since September 2011 I’ve been working for a monthly newspaper published in France. There have carte blanche to comment on current events in the Arab countries but also elsewhere. In this type of cartoon I feel at ease meditating on myself to comment on topical events rashly, but I’m still better by thinking long-term”.

In what terms are you cartoonists, journalists and commentators in danger because freely express your concerns about the government?

“The situation was different in relation to the dictatorship of Ben Ali, where censorship was omnipresent and blocking attempts of expression and criticism . After the revolution , a wind of freedom is blowing in Tunisia. There we expressed in everything, in the end . But after the arrival of the Islamists to power, after terrorism and political assassinations , the voltage is back again . The attempts to silence us were again present. The journalists were threatened, intimidated and subjected to processes . Even the artists were in the same situation . But today, the reasons for this new form of censorship are covered as matters of morality. it is evident that it is a political tool : find items , to accuse certain people, create sterile debates of the moral order, are all means to divert people’s attention from the real problems of Tunisia , which are of an economic nature ( the parallel market , trafficking , money laundering , unemployment , etc.).”

How does it feel to be a woman engaged in civil rights in the post-revolutionary Tunisia? How is your relation with your male colleagues? There is solidarity?

” I don’t think of being a man or a woman. I am a citizen that tries to defend his rights, the rights of women but also of men. As long as you try to subjugate a part of the population, women, for example, you try to subdue all. Regarding the drawing, I haven’t particular problems with other designers, on the contrary.”

Are you in touch with other women cartoonists living in other nations?

” I am in contact with some French cartoonists (Besse, Louison …), some Egyptian (Doaa Eladl), American (Lisa Donnelly), Australian (Cathy Wilcox), from Venezuela (Rayma) and some other …”

Do you think that it will ever come a time when you will not feel the need to let “Willis” talk to the world?

“The beginning of the adventure of Willis was spontaneous. I think that his end will be also. For the moment, I still have things to say with these characters, and it may be useful to the cause, then it’s okay”

What about the response of your audience, so incredibly increased in the last 3 years?

“I can not explain this very successful. It makes me so much pleasure and gives me the opportunity to tell of extraordinary people, living in a dream as a child and to exercise my right to freedom of expression”

Grazie a Cinzia di Gocce di Zucchero per la traduzione dal francese!

Ecco le risposte originali di Nadia!

“Je continue à dessiner trois ans après la révolution de la même manière qu au début : des qu une information, une discussion, un ressenti, un événement se présente, j éprouve le besoin de témoigner. J essaye de garder la même authenticité et spontanéité qu au début. Il s est passe énormément de choses depuis trois ans et mes dessins témoignent de ce que je vis au jour le jour, de mon état d esprit, de mes humeurs. En même temps, grâce à ce personnage, j ai eu beaucoup plus de visibilité médiatique, donc plus de propositions de travail. Je travaille depuis septembre 2011 dans le journal à torique sine mensuel en France. La, j ai carte blanche pour commenter l actualité dans les pays arabes mais aussi ailleurs. Je suis mois, dans ce type de dessin, dans le commentaire à chaud de l actualité mais plus dans une réflexion à Long terme”.

“La situation est différente par rapport à la dictature de Ben Ali ou la censure était omniprésente et bloquait les tentatives d expression, de critique. Après la révolution, un vent de liberté à souffle en Tunisie. Nous nous exprimions tous, enfin. Mais depuis l arrivée des islamistes au pouvoir, depuis le terrorisme, les assassinats politiques, la tension est à nouveau de retour. Les tentatives de vouloir nous faire taire à nouveau est tes présente. Les journalistes sont menaces, harcelés, intimidés, ont des procès. Les artistes sont aussi dans le même cas. Mais aujourd’hui, les raisons de cette nouvelle forme de censure est prétextée par des questions d ordre moral. C est bien évidemment une instrumentalisation politique : trouver des boucs émissaires, accuser certaines personnes, créer des débats stériles d ordre moral sont de tes bons moyens de détourner l attention des gens des vrais problèmes de la Tunisie qui sont d ordre économique ( le marché parallèle, le trafic, le blanchiment d argent, le chômage, etc)”.

“Je ne me pose pas la question d été un homme ou une femme. Je suis une citoyenne qui défend ses droits, ceux des femmes mais aussi ceux des hommes. Lorsque on tente de soumettre une frange de la population, les femmes, par exemple, on veut opprimer tout le monde. Sinon, dans le milieu du dessin, je n ai pas de soucis particuliers avec d autres dessinateurs, au contraire”.

“Je suis en contact avec des dessinatrices françaises ( Besse, Louison, etc), égyptienne ( Doaa eladl), américaine (Lisa Donnely), australienne (Cathy wilcox), vénézuélienne ( Rayma) et bien d autres…”

“Le début de l aventure Willis était spontané, je pense que sa fin aussi le sera. Pour le moment, j ai encore des choses à dire avec ce personnage et si il peut être utile pour des causes, c est très bien”.

“Je ne m explique pas vraiment ce succès. Ça me fait évidemment très plaisir et ça m offre la possibilité de rencontrer des gens extraordinaires, de vivre un rêve d enfant et d exercer mon droit à la liberté d expression”.

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